Riciclo, smaltimento e riuso di rifiuti elettronici

Telefonici , caricabatteria, computer, periferiche, ovvero e-waste- rifiuti elettronici -, una volta finito il loro ciclo vitale non sono da gettare nella spazzatura indifferenziata perché le loro componenti, dannose per l’ambiente e per gli esseri viventi, richiedono un preciso programma di smaltimento.

I materiali nocivi più comuni contenuti nei rifiuti elettronici sono i seguenti.
Il piombo: contenuto nelle schede telefoniche dei telefonini, nelle batterie, saldature e tubi catodici. In questi ultimi è presente anche il cadmio, un altro metallo pesante che, proprio come il piombo, può provocare danni sia alla salute sia all’ambiente. Anche i computer meno aggiornati (quelli con i monitor crt) contengono polveri fuorescenti pericolose per ambiente e persone.

Il modo migliore di separarsi dei rifiuti elettronici è portarli in un centro di raccolta Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), piazzole ecologiche che si possono trovare inserendo il proprio codice postale nei siti di uno dei consorzi abilitati allo smaltimento (per esempio remediapervoi.it). Da qui l’e-waste viene inviato a impianti specifici per il trattamento, il recupero e il riciclaggio.
Sul sito remediapervoi.it è possibile anche giocare al “riciclo metro”: per capire quanto si risparmia in termini di energia ed emissione di CO2 e quanti materiali vengono recuperati, basta trascinare nel cestino che appare sullo schermo gli oggetti elettronici. E misurare anche quanto virtuoso può essere riciclare un telefono, un tablet e un pc (ma anche una fotocamera, una calcolatrice o un televisore).

Oppure esiste il trashware ovvero associazioni che recuperano computer inutilizzati, volontari che rimettono a nuovo hardware usati, per darli poi a individui o associazioni che ne hanno bisogno. Non è necessario donare un intero computer: si possono regalare anche processori, periferiche e hard-disk che non si utilizzano più perché gli esperti del trashware sono in grado, mettendo insieme pezzi di computer diversi, di ricavarne uno completamente funzionante. L’importante è non smontare il dispositivo in casa: contiene materiali dannosi, meglio lasciarlo fare ai professionisti. Alcuni centri in Italia di trashware si trovano ad Asti, Cesena ed Empoli, dove sono attivi rispettivamente i centri di trashware Radis (progettoradis.it), Trashware Cesena (trashwarecesena.it) e Trash flow (rcu.empolese-valdelsa.it).

Prima poi di eliminare un oggetto tecnologico e destinarlo a un’isola ecologica o ad un esperto di trashware, si può valutare se non sia possibile donarlo a chi ne ha bisogno, se è ancora funzionante. Per esempio una scuola o una biblioteca nel caso dei computer, ma anche gruppi che si occupano di riuso a scopi benefici. C’è anche la fondazione Magis, che raccoglie telefoni “in fin di vita”, li recupera e re-immette sul mercato, usando i proventi per sostenere un progetto benefico in Ciad e Kenya: tutte le informazioni su magisitalia.org.

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